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Come fare la birra in casa

Hai sempre voluto capire come fare la birra in casa ma non ci hai mai veramente provato e soprattutto non hai trovato una guida che ti potesse realmente aiutare a farlo? Mah, si potrà realizzare una birra artigianale fatta in casa? Certo, tutto è possibile, basta applicarsi!

Come dici? Sei pronto ad iniziare ma vorresti avere qualche dritta in più per riuscire a capire meglio come fare la birra in casa? Beh, ma certo che si, sta’ tranquillo! È esattamente quello che intendo fare con questo mio tutorial di oggi. Nelle righe successive trovi infatti spiegato, nel dettaglio, come fare per riuscire in quella che al momento ti sembra un’ardua impresa (ma, fidati, non è affatto in questo modo!). Ti basta dotarti di tempo, dei giusti strumenti, e di tanta ma tanta passione!

Allora, ti va’ di metterti all’opera e di lasciare senza parole i tuoi amici? Si? Benissimo. Direi quindi di non perdere altro tempo prezioso, di mettere le chiacchiere da parte e di cominciare immediatamente a darti da fare. Posizionati ben comodo dinanzi il tuo fido computer, prenditi tutto il tempo necessario e concentrati sulle informazioni che trovi qui sotto. Vedrai, in men che non si dica riuscirai a provare l’impagabile soddisfazione di bere una birra fatta in casa. Scommettiamo?

Sistema dei Kit Luppolati

Come ti dicevo in precedenza, per fare una birra artigianale serve come prima cosa capire quale tipo di procedimento utilizzare. Il più semplice è sicuramente il sistema dei Kit Luppolati. Si tratta di latte contenente malti già amaricati e pronti per l’uso e generalmente è il sistema con cui la maggior parte degli appassionati comincia.

Mi chiedi come bisogna fare? Nulla di più semplice. Vedrai che è più semplice di quanto tu possa immaginare. Innanzitutto devi fare una breve ricerca su internet e trovare un kit completo di fermentazione birra che possa fare al caso tuo. Io consiglio Amazon, c’è un’ampia scelta e tramite le recensioni si può valutare il gradimento degli utenti che hanno effettuato acquisti in precedenza. In alternativa, i vari pezzi/strumenti possono essere acquistati separatamente nei negozi di materiali plastici e nei negozi di agraria/enologia.

Nota: Assicuratevi che il kit che state acquistando comprenda anche la prima lattina di estratto di malto luppolato per non trovarvi nella spiacevole situazione di non avere tutto lo stretto necessario per la realizzazione della tua prima birra fatta in casa.

Una volta acquistato il kit per la produzione della tua birra fatta in casa puoi finalmente passare all’azione vera e propria. Sei pronto?

Attrezzatura

Il primo passo che ti invito a compiere è quello di verificare l’attrezzatura che hai ricevuto. Se si tratta di un kit completo (come ti avevo consigliato) dovresti trovare:

• un bidone per la fermentazione con un rubinetto di scarico in basso, in materiale plastico per alimenti;
• un termometro digitale adesivo (quelle striscioline con i numeri che appaiono a seconda della temperatura) per controllare che la temperatura della fermentazione rimanga nei limiti (18° 25° per l’alta fermentazione e 7° 12° per la bassa);
• un gorgogliatore: una valvola che permette all’anidride carbonica prodotta dalla fermentazione di uscire, ma non permette all’aria esterna di entrare;
• un densimetro per misurare il progresso della fermentazione attraverso il progressivo diminuire della densità del mosto. Questo consiste in un galleggiante di vetro che termina nella parte alta con una piccola asta graduata. Tanto più si immerge il galleggiante, tanto meno il liquido é denso. La gradazione dell’asta misura i kg di zuccheri per ogni litro (l’acqua é = 1,000);
• una provetta per effettuare la misura della densità;
• una spatola per mescolare ed aerare il mosto;
• un tubo per travasare la birra nelle bottiglie;
• una tappatrice per tappi a corona e una confezione di tappi;
• eventuali tubi per travasi;
polvere detergente e sanitizzante;

In alcuni casi, potresti trovare un secondo bidone che serve per separare la birra dal fondo di lievito e ad aggiungere la quantità di zucchero necessaria prima dell’imbottigliamento. Questo tipo di kit potrebbe avere un costo leggermente più alto. Un accessorio non compreso nei kit sono le bottiglie. Fino a ieri ti chiedevi come fare la birra in casa ed ora inevece sei pronto per crearne una tutta tua. Non è fantastico?

Come fare la birra in casa

Preparazione

Una volta verificata l’attrezzatura puoi passare alla fase di preparazione. Il procedimento di produzione a partire dall’estratto luppolato, é molto semplice ed é spiegato nelle istruzioni della lattina. Oggi in Italia é disponibile una grande gamma di estratti delle marche più importanti. In pratica, é consigliabile preriscaldare la lattina di estratto del kit in acqua calda per 10 minuti, in modo tale da rendere maggiormente fluido il composto. L’estratto di malto é infatti molto viscoso (tipo miele) se lasciato a temperature sotto i 20°C, quindi é più complicato travasarlo. Aperta la latta, si versa il contenuto in una pentola con 2-3 litri di acqua (avendo cura di recuperare il prodotto rimanente con dell’acqua calda) aggiungendo lo zucchero richiesto dalle istruzioni.

come fare la birra in casa

Alcuni kit richiedono l’inserimento di ulteriore materiale fermentabile (altri sono già completi) e solitamente viene indicato il comune zucchero da tavola. Lo zucchero è fermentabile in genere al 100%, quindi non apporta alcun contributo alla dolcezza della birra, anzi: birre con alte percentuali di zucchero (ad es. bianco da tavola o miele) sono meno dolci e soprattutto meno corpose e gustose di birre “tutto malto”. Lo zucchero va quindi usato con parsimonia accertandosi che sia stilisticamente coerente con il tipo di birra che si prepara. Se possibile, é consigliabile sostituire lo zucchero con estratto di malto, liquido o secco.

E’ da tenere in considerazione che l’estratto di malto é fermentabile al 75% e che l’estratto liquido ha circa il 20% di acqua. Se si vuole mantenere la stessa gradazione alcolica finale della birra la sostituzione dovrà essere effettuata secondo questo rapporto:

• 100g zucchero da tavola = 130g estratto di malto secco;
• 100g zucchero da tavola = 160g estratto di malto liquido;

Effettuare una breve bollitura (5 minuti) e raffreddare il più velocemente possibile, magari nel lavello a bagnomaria. Versare nel fermentatore (che é stato opportunamente sanitizzato in precedenza) ed aggiungere acqua fredda per arrivare ai litri totali come da istruzioni del kit. L’acqua che viene aggiunta può essere benissimo quella della rete dell’acquedotto, a patto che non abbia gusti strani (cloro, piuttosto che solfuri, ecc..). Al limite può essere utilizzata quella in bottiglia da discount.

A questo punto si aggiunge il lievito secco corredato avendo l’accortezza di verificare che la temperatura del mosto sia vicina al 20°C (non meno di 18 e non più di 25°C). Per una migliore attività del lievito é opportuno che questo venga reidratato circa mezz’ora prima mettendolo in un vasetto (opportunamente sanitizzato) con dell’acqua a 20-25°C. Si noterà una schiuma superficiale che testimonia che il lievito é attivo.

Si potrà ora misurare la gradazione saccarometrica (OG=Original gravity, densità all’origine), usando il densimetro. Assicurarsi di aver mescolato bene e che la temperatura del mosto sia di circa 20°C. E’ opportuno non reinserire nel fermentatore il liquido misurato dal densimetro, a meno di non aver sanitizzato pure questo. Chiudere il fermentatore, inserendo il gorgogliatore – se viene utilizzato – e posizionarlo in un luogo buio con temperatura stabile sui 20°C.

Sanitizzare

Tutto ciò che viene a contatto con il mosto o la birra e che non viene bollito va sterilizzato (o meglio, “sanitizzato” visto che é impossibile e non necessaria una vera e propria sterilizzazione completa); quindi, mestoli, densimetri, imbuti, tubi, sifoni, tini, e soprattutto bottiglie. Sanitizzare la pentola non è necessario perché la bollitura è più che sufficiente a sterilizzare sia questa che gli ingredienti.

Usare dei prodotti specifici a base di cloro oppure candeggina comune molto diluita. Basta circa un cucchiaino da té per litro di acqua; lasciare nella soluzione per 15 min. almeno, poi sciacquare abbondantemente con acqua calda. Meglio usare sempre i guanti. Le microbirrerie usano l’acido peracetico, che ha i vantaggi di essere abbastanza economico e non necessita di risciacquo.

Come fare la birra in casa

Nota: la varechina ed i prodotti al cloro attaccano alla lunga l’acciaio inossidabile, quindi mestoli e tutto il resto vanno tenuti poco tempo nella soluzione. Il metabisolfito di sodio o potassio non ha questi inconvenienti ma é meno efficace.

Perché sanitizzare? Quando mettiamo il mosto nel fermentatore abbiamo una gran quantità di liquido zuccherino che può fare gola a molti batteri: il tuo compito é di assicurare che questo “zucchero” sia consumato solo dal lievito che immettiamo!

Fermentazione

Tieni presente che affinché tutto il procedimento risulti corretto è fondamentale la prossima fase, quella della fermentazione che deve avvenire ad una temperatura tra i 18 e i 22° C. Il fermentatore deve essere chiuso ma non ermeticamente, per proteggere il mosto da agenti esterni, polvere, insetti, ecc.

Come fare la birra in casa

L’avvio della fermentazione si rende evidente in poche ore per la produzione di  che esce attraverso il gorgogliatore facendo, appunto, gorgogliare il liquido in esso contenuto (Attenzione: se c’è una minima perdita di aria, il gorgogliatore non sembrerà attivo. Nessuna preoccupazione: la fermentazione può procedere comunque!).

Altra attività che rende evidente la fermentazione é la formazione di un evidente strato di schiuma sulla superficie del mosto. Questo avviene normalmente dopo 5/15 ore dall’aggiunta del lievito, a seconda del tipo di lievito impiegato. Se ciò non avviene, provare a rimescolare energicamente, verificare se l’ambiente é troppo freddo e se necessario ripetere l’attivazione e l’aggiunta del lievito.

Dove fermentare? Basta che sia un luogo con una temperatura tra 18 e 22°C circa e ragionevolmente pulito; si può anche in casa se chiamate profumo e non puzza gli aromi alcolici e di lievito che vengono prodotti. E’ consigliabile comunque non lasciare il fermentatore in camera da letto, perché viene prodotta parecchia CO2.

Normalmente la fermentazione dovrebbe durare dai 4 ai 7 giorni circa; quando il ritmo dei gorgoglii diminuisce, si misura con il densimetro il peso specifico della birra. Se abbiamo raggiunto il livello indicato nelle istruzioni, siamo pronti per imbottigliare. Nell’incertezza che la fermentazione non sia completamente conclusa, (ad esempio la misurazione del densimetro non é esattamente pari a quella indicata dalle istruzioni) é meglio lasciare la birra ancora qualche giorno nel fermentatore (anche sino a 10-15gg in totale).

Altro elemento che testimonia la conclusione della fermentazione é il sedimento di lievito sul fondo del fermentatore: finita la sua attività, tende infatti a depositarsi, rendendo la birra più limpida. Attenzione nel distinguere il deposito di proteine (che si crea subito dopo il travaso nel fermentatore) da quello di lievito: se si ha un fermentatore trasparente si noterà che il deposito di lievito è più chiaro di quello di proteine sottostante.

Travaso

Il metodo più comodo é avere il rubinettino già inserito nel fermentatore, ma si può utilizzare anche il metodo “sifone” con un tubo di plastica per alimenti. Tenendo verso l’alto le due estremità del tubo, si riempie di acqua. Immergendo un capo del tubo nella pentola e mettendo l’altro capo nel tino vuoto si potrà travasare facilmente. Tre accortezze importanti:

• mai fare partire il sifone aspirando con la bocca: nella saliva sono contenuti dei batteri che farebbero inacidire la birra;
• si deve “pescare” ad un paio di centimetri dal fondo del tino per non risucchiare anche il sedimento;
• evitare al massimo l’ossigenazione della birra già germentata (facendola “splashare” mentre viene trasferita);

Come fare la birra in casa

Imbottigliamento

Se si hanno due fermentatori, é meglio travasare la birra (sempre sanitizzando tutto!) in modo tale da lasciare gli eventuali depositi nel primo tino.

Nella birra imbottigliata é necessario inserire degli ulteriori zuccheri che risveglino per poco l’attività del lievito, creando la CO2 necessaria a garantire la frizzantezza e la schiuma.

La quantità di zuccheri deve essere adeguata al volume della bottiglia (ed anche allo stile della birra): una eccessiva dose potrebbe creare troppa pressione e fare esplodere le bottiglie. Questo può essere molto pericoloso! In linea generale vengono suggeriti 6/7 grammi di zucchero da tavola per litro, ed alcuni kit comprendono un misurino apposito.

Come fare la birra in casa

Il sistema migliore, soprattutto volendo usare altri fermentabili (estratto, miele o altro) é travasare la birra ed aggiungere lo zucchero nel secondo tino. Per sicurezza di sanitizzazione é sempre meglio effettuare prima una breve bollitura dello zucchero con poca acqua ed aggiungere la soluzione raffreddata alla birra.

Prima di procedere con l’imbottigliamento vero e proprio é necessario mescolare bene (con una paletta sanitizzata) birra e soluzione di zucchero, senza però ossigenare troppo. I due liquidi, essendo di densità differenti, tendono infatti a stratificarsi e si corre il rischio di imbottigliare parte della birra senza zucchero e parte con il pericolo di ritrovarsi bombe ad orologeria!

Maturazione

Le bottiglie di birra vengono a questo punto messe in un luogo buio a 20°C per 10 giorni, circa due settimane in modo da permettere al lievito di fare il suo compito. Trascorso questo tempo, si possono trasportare le bottiglie in un luogo più fresco (meglio la cantina a 14°C) dove devono essere lasciate per altre due settimane.

Ad un mese dall’imbottigliamento la birra é pronta da bere, ma bisogna tenere presente che una maturazione più lunga migliora di gran lunga il prodotto. Per alcune birre molto alcoliche, questa può diventare anche di parecchi mesi.

Ora che sai come fare la birra in casa ti dò un ultimo consiglio. Al momento della tanto attesa bevuta poni particolare attenzione a come versi il contenuto nei bicchieri evitando che scivolino residui di lievito depositati nei fondi delle bottiglie.

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